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Analisi dei mercati valutari

ott 08, 2020 | Analisi del mercato valutario

Pillole giornaliere

Con il Presidente degli Stati Uniti colpito da coronavirus ed il candidato democratico che sembra correrà solo per un mandato, il dibattito di quest'anno tra i due vicepresidenti ha assunto una rilevanza maggiore rispetto alle elezioni precedenti. E' un dato di fatto inoltre che il repubblicano Mike Pence e la democratica Kamala Harris si siano affrontati in un dibattito meno caotico rispetto a quello dei propri leader.

La gestione della pandemia è stato sicuramente l'argomento caldo, con la Harris che ha attaccato l'amministrazione Trump accusandola del più grande fallimento nella storia presidenziale degli Stati Uniti. Alcune risposte sono state evasive da parte di entrambi i candidati ma ci sono state meno interruzioni e questo ha reso più chiare le posizioni dei partiti di fronte agli elettori.

Biden mantiene la leadership nei sondaggi - da ultimo il Financial Times che mostra un vantaggio di 9 punti. Questo sta aumentando la propensione al rischio e, di conseguenza, l'azionariato - nonostante le preoccupazioni di un aumento della regolamentazione fiscale e dei mercati finanziari sotto un'evenuale amministrazione democratica.

Con l'Eurozona in territorio deflazionistico a causa del rallentamento economico indotto dalla pandemia, oggi gli occhi saranno puntati sui verbali della riunione della Banca Centrale Europea del mese scorso. Sebbene la politica monetaria non abbia subito cambiamenti, pare che alcuni membri della BCE si siano mostrati più accomodanti di quanto non fosse sembrato inizialmente. Ci si aspetta che i verbali possano dunque rivelare qualcosa di più in merito.

Un euro più forte potrebbe ostacolare le prospettive di ripresa della zona euro e i membri della BCE potrebbero voler limitare questo apprezzamento mostrandosi appunto su posizioni più accomodanti.

Altra giornata di indebolimento per la sterlina che ieri è scivolata a seguito della notizia che i negoziati sulla Brexit potrebbero fallire se al vertice del 15 ottobre non dovessero emergere evidenti passi in avanti verso un accordo. Una sorta di aut aut da parte del primo ministro britannico Boris Johnson, ammonito dall'UE che invece ha recentemente dichiarato di essere disposta a far proseguire i colloqui fino a novembre, e oltre - quasi a voler scaricare al blocco UK la piena responsabilità in caso di fallimento.

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