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Analisi dei mercati valutari

set 16, 2020 | Analisi del mercato valutario

Pillole giornaliere

Oggi, la Banca centrale americana terrà il suo ultimo incontro di politica monetaria prima delle elezioni presidenziali di novembre. Gli investitori sperano in maggiori dettagli sui piani della Federal Reserve per bilanciare tassi di interesse e obiettivi di inflazione.

Il mese scorso, la FED ha confermato che sta adottando un approccio più accomodante verso l'inflazione, lasciando superare l'obiettivo del 2% mantenendo i tassi di interesse più bassi più a lungo. Ciò ha esercitato pressioni al ribasso sia sul dollaro sia sui rendimenti obbligazionari.

Oggi però i funzionari della Fed pubblicheranno anche proiezioni economiche aggiornate che si spera possano essere più ottimistiche rispetto a quelle di giugno. Ciò potrebbe migliorare l'umore del mercato pesando maggiormente sulle valute rifugio (tra cui il dollaro).

Per il momento, l'euro conserva un vantaggio nei confronti del biglietto verde tra gli investitori. Tuttavia la crescita dallo scorso mese di casi di coronavirus in Europa e lo spettro di una nuova ondata in inverno destano grande preoccupazione e rallentano ogni ulteriore tentativo di espansione della moneta unica.

Con l'avvicinarsi del 15 ottobre (data massima che UK e UE si sono dati per chiudere un eventuale accordo), la volatilità della sterlina è aumentata e il mercato si aspetta che possa crescere ulteriormente nelle prossime settimane. Il pound è sceso di quasi il 4% contro USD ed EUR la scorsa settimana, il dato peggiore da marzo.

Nonostante lo stallo dei colloqui sulla Brexit e il clamore politico riguardo al controverso progetto di legge sul mercato interno del governo britannico, non tutto sembra però perduto. Il Regno Unito sta procedendo con delle concessioni provvisorie sulla pesca e l'UE potrebbe concedere alla City di operare con clienti europei per 18 mesi dopo la Brexit.

Intanto i prezzi al consumo nel Regno sono aumentati dello 0,2% in agosto, dopo un aumento dell'1% in luglio. Il dato allo 0,2% è uno dei più bassi degli ultimi 5 anni. Nonostante le straordinarie misure di stimolo della Banca d'Inghilterra, si prevede che l'inflazione rimarrà ben al di sotto dell'obiettivo del 2% per gli anni a venire con l'economia che ancora arranca cercando di riprendersi dalla peggiore recessione di sempre.

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