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Analisi dei mercati valutari

set 08, 2020 | Analisi del mercato valutario

Pillole giornaliere

Durante una conferenza stampa (non programmata) nel giorno del "Labor Day", il presidente americano ha evocato un desiderio di "economic decoupling" dalla  Cina,  partner contro il quale gli Stati Uniti soffrono il maggiore deficit commerciale (con 345 miliardi di dollari nel 2019). Minacciando di ridurre il commercio diretto con la Cina, il presidente Trump non ha risparmiato critiche nei confronti delle società americane che esternalizzano nel Paese. Siamo in realtà in presenza di una strategia di comunicazione elettorale da parte dell'inquilino della Casa Bianca che cerca di sopperire al suo ritardo nei sondaggi rispetto al rivale democratico (secondo l'indicatore RealClear Politics il divario tra i due sarebbe di poco più di 7 punti). Considerando che anche Joe Biden ha espresso le sue preoccupazioni sulla Cina, nelle prossime settimane potremmo assistere ad un inasprimento delle relazioni tra i due Paesi.

L'euro ha subito forti pressioni negli ultimi giorni. Gli investitori attendono infatti la riunione di politica monetaria della Banca centrale europea (BCE) per dare, forse, una nuova accelerazione al trading.

Con l'indice dei prezzi al consumo nell'Eurozona in deflazione ad agosto, ci sono crescenti richieste alla BCE per un aumento delle misure di stimolo a sostegno dell'economia. I tassi di interesse sono già negativi quindi la banca centrale potrebbe attivarsi sul programma di acquisto di obbligazioni. Il rapido apprezzamento dell'euro ha anche impensierito i funzionari della BCE in quanto potenziale ostacolo alla ripresa economica della zona. Se questo argomento dovesse essere affrontato in sede istituzionale la volatilità dell'EUR potrebbe aumentare.

Oltremanica, questa settimana, si è aperto l'ottavo round dei colloqui commerciali UK-UE e la sterlina si presenta vulnerabile.

Ieri l'Unione Europea ha avvertito il Regno Unito che se il trattato di uscita, firmato a gennaio, dovesse essere messo in discussione, un accordo commerciale sarebbe assolutamente fuori dai giochi. Secondo il Financial Times infatti il governo di Boris Johnson sta pianificando una norma per cancellare alcune parti dell'accordo di recesso di inizio anno. L'unico aspetto su cui entrambe le parti covergono è la necessità di concludere un accordo prima della fine di ottobre per avere il tempo di ratificarlo entro il 31 dicembre.

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