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Analisi dei mercati valutari

lug 31, 2020 | Analisi del mercato valutario

Pillole giornaliere

Bilancio US sulla pandemia più chiaro dopo i dettagli del governo sul crollo economico che spazza gli ultimi cinque anni di crescita: l'economia americana ha subito nel secondo trimestre dell’anno la  recessione più forte dagli anni '40. Il prodotto interno lordo statunitense diminuisce del 9,5% nel secondo trimestre a causa della riduzione della spesa dei consumatori, investimenti delle imprese e il commercio globale. Il crollo, che rappresenta un declino annuale del 32,9%, sarebbe stato più grave senza gli aiuti pubblici a famiglie ed imprese ma ci sono prove evidenti che il tentativo di congelare l'economia e sconfiggere il virus non abbia prodotto il rapido rimbalzo che molti immaginavano.

Donald Trump evoca il rinvio delle elezioni: con un tweet, il presidente americano ha nuovamente generato gran mal di testa per gli USA. Secondo Trump, qualora la pandemia dovesse continuare negli Stati Uniti, sarebbe più appropriato posticipare le elezioni presidenziali inizialmente previste per il 3 novembre. Tuttavia, nella costituzione  US il presidente non ha il potere di cambiare la data delle elezioni, solo il Congresso può approvare una legge a tal proposito.

L’Europa riceve ieri un semplice avvertimento: tra la pubblicazione di una contrazione di oltre il 10% dell'economia tedesca nel secondo trimestre (o semplicemente la peggiore performance registrata dal 1970), l'aumento della disoccupazione nella zona euro a giugno al picco degli ultimi 16 mesi  (7,8% rispetto al 7,7% a maggio), la forte contrazione dei prezzi al consumo e l'osservazione delle preoccupanti pressioni deflazionistiche in Germania e in Spagna (inflazione generale rispettivamente di -0,1% e -0,6% secondo le prime stime di luglio) e la conferma di un lieve calo dell'indice di fiducia delle famiglie nell'Eurozona nel corso del mese luglio (-15,5 contro -14,7 di giugno), l’euro è rimasto illeso e ha beneficiato delle instabilità US. In passato la BCE è intervenuta verbalmente per frenare i rialzi repentini della moneta unica contro biglietto verde, interverrà anche questa volta?

Il dollaro canadese è stato fortemente influenzato dalla caduta dei prezzi del petrolio di ieri  (WTI -3%, Brent -2%) e ha perso giovedì oltre l'1,1% contro l'euro per chiudere appena sopra la soglia di 1,59 C $,  il suo livello più basso da marzo 2018.

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