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Analisi dei mercati valutari

lug 22, 2020 | Analisi del mercato valutario

Pillole giornaliere

Ieri i leader europei hanno annunciato uno storico accordo su un piano di stimolo da 750 miliardi di euro ottenuto dopo quattro lunghissime giornate di negoziati. Ora la palla passa oltreoceano dove gli Stati Uniti stanno tentando l'approvazione di un nuovo stimolo fiscale. Il leader della maggioranza repubblicana al Senato, Mitch McConnell, non è però molto ottimista sulla possibilità di firmare un disegno di legge prima della fine della prossima settimana. Si tratta di una data importante poichè segna la scadenza del programma di aiuti all'occupazione (Care Act). La scelta è strategica considerando l'enorme numero di disoccupati nel paese (sono 17,3 milioni le persone registrate ufficialmente nei registri di indennità di disoccupazione all'11 luglio).

Vedere finalmente un'Europa coesa di fronte alla crisi e, al contrario, un'America disordinata di fronte alla gestione della pandemia ha incoraggiato gli investitori ad intensificare gli acquisti in euro a scapito del dollaro. L'EURUSD ha così superato la barriera di 1,15 per la prima volta da gennaio 2019.

La scomessa per l'euro sarà ora consolidare la propria posizione. La pubblicazione, nel fine settimana, dei primi indicatori PMI di luglio nella zona euro (indagini di attività nel settore privato) costituirà un buon test per la moneta unica. Negli Stati Uniti, il deterioramento della situazione sanitaria (+4% dei nuovi casi di contagio, +64.700 casi registrati ieri) e l'approccio delle elezioni presidenziali americane a novembre (con Trump in difficoltà) costituiscono due fattori che incideranno notevolmente sulla domanda in dollari.

Secondo il quotidiano britannico The Telegraph, il governo UK sta perdendo le speranze di raggiungere un accordo commerciale con l’UE prima della fine del periodo di transizione al 31 dicembre 2020. La questione dell'accesso alle zone di pesca situate nelle acque territoriali britanniche (che gli europei stanno chiedendo) rimane un punto critico tra le due parti e Londra non è disposta a scendere a compromessi. La  prospettiva di un fallimento dei negoziati e la reintroduzione delle tariffe tra le due parti non è certamente allettante per gli investitori.

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