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Analisi dei mercati valutari

lug 17, 2020 | Analisi del mercato valutario

Pillole giornaliere

L'euforia di inizio settimana osservata sui mercati azionari mondiali è svanita e iniziano ad apparire i primi segnali di arresto. In particolare potrebbe registrarsi una possibile correzione al ribasso dei mercati azionari se la pandemia dovesse prolungarsi e rallentare il ritmo di ripresa.

L'aumento delle vendite al dettaglio negli Stati Uniti, con un rimbalzo bel oltre ogni aspettativa a giugno (+7,5% m/m rispetto al consensus di +5,0%), è senza dubbio il frutto dell'allentamento delle misure restrittive sull'economia americana. Tuttavia, la nuova diffusione di coronavirus sul territorio(che sta costringendo alcuni Stati a fare un passo indietro) e la fine ad agosto del programma di aiuti cd. CARES act (che concede $ 600 in aggiunta alle indennità statali iniziali per ogni disoccupato) preoccupano gli investitori.

Oltre alla crisi sanitaria e alle tensioni con la Cina, quest'anno gli Stati Uniti dovranno affrontare anche la tornata elettorale che ad oggi non sembra premiare il Presidente Trump che arranca nei sondaggi ed è distanziato dal suo contendente Biden di ben 9 punti, secondo l'indicatore RealClear Politics.

Le prossime ore saranno cruciali per l'euro. Come ha ricordato la presidente della BCE, la ripresa in Europa richiederà uno sforzo congiunto da parte sia delle autorità politiche sia di quelle monetarie. In realtà la BCE ha già fatto quanto in suo potere e nonostante abbia garantito "sostegno costante" laddove necessario, si attende che i prossimi passi vengano portati avanti dai leader europei che si incontreranno, a partire da oggi, a Bruxelles per discutere i termini del nuovo bilancio europeo pluriennale di 1100 miliardi di euro e la proposta della Commissione europea per il discusso piano di risanamento di 750 miliardi di euro.

Nonostante un significativo rimbalzo dell'economia a maggio e a giugno, siamo ancora ben al di sotto dei livelli pre-crisi e secondo le ultime indiscrezioni, un accordo già questo fine settimana sul Recovery Fund appare difficile alla luce delle forti riserve manifestate dal gruppo dei quattro Paesi frugali (Austria, Danimarca, Paesi Bassi e Svezia).

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