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Analisi dei mercati valutari

giu 18, 2020 | Analisi del mercato valutario

Pillole giornaliere

Il Presidente Trump fa sapere che non intende rimettere in pausa l'economia americana. Il vicepresidente Pence sostiene che gli Stati Uniti non rischiano di entrare in una seconda ondata, facendo eco all'esperto Anthony Fauci che ritiene che l'America non sta entrando nella seconda fase poiché è ancora nella fase uno. Intanto i ricoveri in Texas e i casi in Florida continuano a crescere ad un ritmo allarmante e il mercato inizia a prendere atto che, nonostante l'economia globlale stia rispondendo meglio del previsto alla crisi, per la vera ripresa economica bisognerà aspettare ancora un po'.

Ad oggi però, alla paura di una seconda ondata, si aggiungono le nuove tension geopolitiche in Asia (Corea del Nord contro Corea del Sud, Cina contro India) a minacciare l'equilibrio mondiale nonché i movimenti di protesta sociale che, partiti dagli Stati Uniti e da Hong Kong, rischiano di dilagare nel resto del mondo.

Il primo ministro britannico Boris Johnson continua gli incontri con i rappresentanti europei e vedrà oggi il presidente francese Emmanuel Macron, in occasione delle commemorazioni per l'Appello del 18 giugno pronunciato dal generale francese Charles de Gaulle durante la Seconda guerra mondiale.

Intanto, mentre la Commissione Europea tenta di trovare un compromesso sulla pesca, Robert Lighthizer, rappresentante commerciale degli Stati Uniti, mette in dubbio la possibilità che si possa raggiungere un accordo commerciale USA-UK entro la fine dell'anno.

Occhi oggi puntati sulla BOE con la pubblicazione delle conclusioni dell'ultima riunione della Banca centrale che dovrebbe approvare un aumento del QE di 100 miliardi £. I mercati non prevedono un ulteriore taglio dei tassi a giugno (il governatore Andrew Bailey conserverà questa mossa nel caso in cui la situazione dovesse deteriorarsi ulteriormente).

In questo scenario, per ridurre la loro esposizione al rischio, gli operatori del mercato vanno alla ricerca delle cosiddette valute "rifugio". Il JPY e il CHF salgono quasi ai livelli più alti del mese (contro l'EUR). Il dollaro continua ad essere preferito alla moneta unica e si stabilizza in area 1,12 cavalcando i buoni risultati relativi alle vendite al dettaglio. Non stupisce la debolezza dell'euro: i leader dei 27 membri dell'UE probabilmente non troveranno un accordo sul piano di risanamento entro il fine settimana. Troppi distinguo tra i Paesi e ancora qualche incrinatura da appianare.

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