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Analisi dei mercati valutari

giu 12, 2020 | Analisi del mercato valutario

Pillole giornaliere

I mercati stanno cercando di rialzarsi dopo le massicce vendite di ieri.

L’azionario statunitense è sceso di quasi il 6% e ha avuto la peggiore sessione delle ultime 12 settimane mentre in Europa le perdite sono rimaste tra il -4% e il -5%. Come se gli investitori si fossero improvvisamente resi conto che non potevano più continuare a comportarsi come se l'economia americana si fosse ripresa e la pandemia fosse ormai alle spalle.

La diffusione della malattia in alcuni stati US inizia seriamente a preoccupare con i focolai ora concentrati in California, Florida e Texas. E' intervenuto a tal proposito anche il segretario al Tesoro americano, Steven Mnuchin, sostenendo che gli Stati Uniti non procederanno a nuovi blocchi della produzione poiché un nuovo stop all'economia potrebbe causare più danni della pandemia stessa, sottolinando invece l'importanza del tracing e del testing.

Si attende intanto per oggi il dato sul Consumer Sentiment dell'Università del Michigan che mostrerà la fiducia dei consumatori nelle proprie capacità di spesa.

In Europa si lavora per riaprire i confini. Gran parte dei Paesi lasceranno entrare i cittadini comunitari nei propri territori a partire dal 15 giugno. Per quanto riguarda gli ingressi fuori dall'Unione la Commissione raccomanda un'apertura graduale a partire dal primo luglio. Questo ridarebbe fiato ad un settore fortemente colpito dalla pandemia come il turismo. Continuano ancora le discussioni sul piano di stimolo fiscale. Il gruppo Visegrad (Polonia, Repubblica Ceca, Ungheria e Slovacchia) chiede in cambio del proprio voto a favore una maggiore equità.

La sterlina è in balia delle notizie relative al Brexit. L'intensificarsi dei colloqui tra le due parti non sembra stia portando al superamento dell'impasse. I dati deludenti pubblicati questa mattina illustrano una contrazione leggermente peggiorativa dell'economia britannica ad aprile -20,4% (consenso -18,4%) e una contrazione analoga della produzione industriale  (-20 .3% m/m) alimentando ulteriormente la pressione al ribasso sulla sterlina britannica.

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