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Analisi dei mercati valutari

apr 28, 2020 | Analisi del mercato valutario

Pillole giornaliere

Non c'è tregua per il prezzo del petrolio che ancora una volta cede terreno. L'indice WTI americano ha perso quasi il 15% ritracciando a $ 10 mentre la sua controparte europea, il Brent, è scesa questa mattina del 5% sotto la soglia di $ 20. Se le valute petrolifere sono state poco colpite, ciò ha comunque pesato sulla propensione al rischio degli investitori. Il dollaro e lo yen stanno andando bene mentre le valute emergenti rimangono sulla difensiva.

USD

Dopo aver toccato i minimi dell’ultimo mese, ieri l'EURUSD è salito a $ 1,09 prima di invertire nuovamente la rotta. La maggiore propensione al rischio derivante dall'allentamento dei lockdown ha in qualche modo favorito la valuta comune.  È stato comunque un mese difficile per l'Euro, in calo di quasi il 2% rispetto alla sterlina e al dollaro USA; ma è soprattutto verso quest'ultimo che l'EUR si è mostrato più vulnerabile con un ampio rischio al ribasso. Questa settimana, la Banca centrale europea terrà la riunione di politica monetaria proprio giovedì, lo stesso giorno in cui verranno pubblicati i dati relativi al PIL dell'Eurozona. Una BCE "dovish" e dati deludenti potrebbero non aiutare la moneta unica. L'incontro della FED di domani sera sarà invece un altro momento chiave della settimana anche se non dovrebbe essere oggetto di importanti annunci considerando che la Banca Centrale ha già ridotto al minimo i suoi tassi di interesse e si è impegnata a non fissare alcun limite in termini di iniezione di liquidità.

GBP

I negoziati tra UK e UE sono ripresi la scorsa settimana, ma i malintesi tra le due parti non promettono nulla di buono per il raggiungimento di un accordo entro la fine dell'anno. Finora la sterlina si è scrollata di dosso quel pessimismo che aveva giocato un ruolo importante negli scorsi mesi. Al momento però, sembra che i colloqui siano in fase di stallo, il che potrebbe danneggiare economicamente sia il Regno Unito che l'UE. Entrambe le parti concordano sul fatto che entro giugno dovranno essere compiuti progressi sufficienti e rilevanti: la fine di giugno rappresenta infatti la scadenza per richiedere un’ulteriore proroga del periodo di transizione. I timori di un accordo no-trade probabilmente riemergeranno e la propensione al ribasso della sterlina potrebbe aumentare. Sterlina che guadagna posizioni e cavalca l’onda posizionandosi in area EURGBP 0,87.


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