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Analisi dei mercati valutari

feb 20, 2020 | Analisi del mercato valutario

Pillole giornaliere

I mercati sono divisi tra ottimismo e cautela di fronte ai segni di un rallentamento dell'epidemia di coronavirus in Cina (data la moltiplicazione di casi fuori dal Paese). L'euro sta ancora soffrendo di una mancanza di fiducia da parte degli attori del mercato e la strage di questa notte in Germania non aiuta. Il dollaro australiano rimane ancora sulla difensiva questa mattina e scende a un minimo di 7 sessioni dopo la pubblicazione di dati che mostrano un aumento della disoccupazione più importante del previsto (agli occhi degli investitori, rimane aperta la porta per un ulteriore taglio dei tassi nei prossimi mesi).

GBP

I dati del Regno Unito di questa settimana hanno rivelato che la crescita dei salari è rallentata nell’ultimo trimestre ma si è comunque stabilizzata al di sopra del 3%; la disoccupazione è ancora intorno ai minimi da 45 anni e l'inflazione è cresciuta dell'1,8% - non lontano dal tasso obiettivo della BOE fissato al 2%. Questo dato suggerisce che la Banca Centrale potrebbe essere meno incline ad abbassare i tassi di interesse per stimolare l’economia del Paese. I dati sulle vendite al dettaglio per il mese di gennaio, che verranno rilasciati in mattinata, potrebbero però essere un altro fattore chiave per capire se l'uscita formale del Regno Unito dall'UE si sia tradotta in una maggiore fiducia dei consumatori e quindi nel consumo oppure no.

USD

Il US Dollar Index che misura la forza del dollaro contro un paniere di valute, ieri ha esteso i suoi guadagni ai massimi da 45 mesi, soprattutto contro lo yen giapponese. Nonostante le forti preoccupazioni sull'eventuale impatto del coronavirus sull’economia infatti, il sentiment del mercato è migliorato e le divise “rifugio” fermano la loro corsa. Il dollaro USA continua dunque il suo slancio positivo anche a seguito della pubblicazione dei verbali della Federal Reserve di gennaio. Sebbene gli investitori si aspettino una crescita economica modesta per quest'anno infatti, fanno ben sperare le buone condizioni del mercato del lavoro e l'allentamento delle tensioni commerciali con la Cina. Si attendono comunque oggi i verbali della BCE della riunione di gennaio - accenni ad un maggiore stimolo monetario a sostegno dell'economia dell’Unione potrebbero indebolire ulteriormente un euro già sotto pressione


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