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Analisi dei mercati valutari

dic 14, 2018 | Analisi del mercato valutario

Pillole giornaliere

Avversione al rischio e rendimenti obbligazionari in calo, dollaro in rialzo a fronte dei deboli dati cinesi che rafforzano il rischio di bassa crescita; nascono i primi punti interrogativi se la FED rialzerà i tassi la prossima settimana. La produzione industriale della Cina di novembre rallenta fino al 5,4% su base annua dal 5,9%; le vendite al dettaglio rallentano dall'8,6% all'8,1%, minimo dal 2003. Brexit: nessuna concessione dell'EU sul sostegno irlandese; la EU pubblicherà  nuovi piani di emergenza 'no deal' la prossima settimana. Il voto del Parlamento britannico è stato posticipato fino a gennaio. Nikkei -2.0%; Shanghai comp -1.5%; 10y EUR IRS invariato a 0.88%; Brent oil -0.7% a $61/b.

USD

Cambio in range molto stretto adesso sta quotando in area 1.1260. Ieri la BCE, oltre a sancire la fine del QE, ha abbassato le stime di inflazioni e di crescita, facendo prezzare al mercato un rialzo dei tassi nel 2020. A livello di dati per il Vecchio continente appena usciti i dati Markit PMI al di sotto delle aspettative. Oltre oceano Retail Sales di novembre alle 14:30 e a seguire Industrial Production di novembre alle 15:15. A livello tecnico primo supporto a 1.1300, mentre prima resistenza  1.1400.

GBP

Sterlina che resta generalemente offerta in area 0.8950, anche se accenna a minimi recuperi, ma più per moviti tecnici che per nuove evoluzioni sul Brexit. A livello di dati nulla di rilevante per il Regno Unito per la giornata odierna. A livello tecnico primo supporto a 0.89, mentre prima resistenza a 0.90.


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