Analisi dei mercati valutari

ago 28, 2017 | Analisi del mercato valutario

Pillole giornaliere

L’evento maggiore da seguire questa settimana lato Europa sarà la pubblicazione delle statistiche sull’inflazione in Germania e zona Euro rispettivamente mercoledì e giovedì. Nonostante ancor lontani dal target obiettivo pari al 2% la BCE sembra fiduciosa su di una possibile accelerazione nei prossimi mesi sotto la guida di uno slancio costante e continuo della crescita economica UE. I dati di mercoledì e giovedì dunque giocheranno un ruolo importante per le decisioni di politica monetaria di settembre della BCE.

Sul fronte asiatico continua a preoccupare la Corea del Nord ed il suo lancio di missili nel mare giapponese. Il segretario di Stato US Rex Tillerson ha definite l’atto una “nuova provocazione”. Tuttavia, i diplomatici statunitensi continuano a sperare di convincere Kim Jong-Un a partecipare al tavolo negoziale per discutere i termini di un accordo di pace e portare la pace nella penisola coreana.

USD

L’euro contro il dollaro ha toccato il livello 1.1941 venerdì, (il più alto da gennaio 2015) dopo che il presidente della Fed Yellen ha fallito venerdì nel fornire indizi rassicuranti sulle prospettive di ulteriore intensificazione della politica monetaria degli Stati Uniti a Jackson Hole. La mancanza di osservazioni della Yellen sulla politica monetaria ha messo sotto pressione la vendita del dollaro. Focus questa settimana sui dati statunitensi, l'impatto di EUR su Euro Zone CPI.

GBP

Questo lunedì si apre con la terza tornata di incontri per definire l’uscita del Regno Unito dall’UE e nonostante i meeting e i report pubblicati negli ultimi mesi, gli analisti rimangono seriamente confusi sullo stato delle cose. Infatti non c’è ancora alcuna chiarezza su come verranno risolte le questioni più controverse del Brexit ossia la tutela dei diritti dei cittadini che risiedono sul suolo britannico e il loro status giuridico. Inoltre il governo di Theresa May sembra non volere un confine fisico tra la Repubblica d'Irlanda e l'Irlanda del Nord (per evitare eventuali spinte nazionaliste), scelta che non incontra però il favore dell’UE. Un nulla di fatto non verrebbe visto positivamente dal mercato e Londra chede maggiore flessibilità all’Europa. In questo scenario di incertezza la sterlina potrebbe continuare la sua attuale caduta - la mancanza di progressi nei negoziati rafforzerebbero difatti i timori di un fallimento del governo May.


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