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Analisi dei mercati valutari

dic 16, 2016 | Analisi del mercato valutario

Pillole giornaliere

Mercato asiatico misto con Nikkei a +0.66%, Hang Seng -0.20% e Shanghai Comp a +0.17%. Nella notte la Banca Centrale russa lascia invariati i tassi al 10%. Intanto per il settore bancario, in Italia, MPS avrà fino al 31 dicembre per procedere all’aumento di capitale di circa EUR 5 BIO mentre il governo italiano si appresta ad accantonare circa EUR 14 BIO per il salvataggio della stessa. 10Y UST a 2.57%, 10Y Bund a 0.32%, Brent Oil $54.2/b

CHF

Anche la SNB ha lasciato invariati i tassi di riferimento del Paese. Il governatore della Banca centrale ha voluto ricordare che, nonostante il rafforzamento del franco - soprattutto nei confronti dell’euro, la politica monetaria del Paese non è correlata alle azioni della BCE e sebbene per il momento la Banca abbia deciso di non intervenire sui mercati valutari, una riduzione dei tassi di interesse rimane comunque un’opzione da considerare.

USD

Continua la corsa del dollaro con un cambio EURUSD che ieri ha toccato 1.0370. Il FOMC non ha soltanto rialzato i tassi di 0.25 punti (portandoli allo 0.75% - movimento del resto ampiamente atteso) ma ha sorpreso il mercato prevedendo altri 3 rialzi per il 2017 (e non 2 come ci si aspettava). La Federal Reserve sembra dunque l’unica banca centrale ad attuare una stretta monetaria (con Regno Unito, Norvegia, Corea del Sud e Svizzera che rimangono invece attendisti e la BCE che si appresta invece ad estendere il QE fino a fine 2017). Non sembra siano dunque serviti a fermare questo rafforzamento del dollaro, i dati di ieri provenienti dall’Eurozona che hanno segnato una crescita del PIL migliore del previsto allo 0.4%. Non aiutano le incertezze sul settore bancario in Italia e l’ascesa dei partiti euroscettici nei Paesi in cui si preparano elezioni importanti (tra cui Francia, Germania, Paesi Bassi e, forse, Italia).

GBP

Come previsto ieri la Banca d’Inghilterra ha votato all’unanimità per il mantenimento allo status quo sui tassi di interesse. Il recente rafforzamento della sterlina potrebbe rallentare il corso dell’inflazione (che è volata negli ultimi 6 mesi toccando l’1.2%) allontanando l’obiettivo del 2%. Inoltre la BoE non ha nascosto le difficoltà di prevedere la crescita per il 2017 in seguito all’inizio del processo di uscita del Paese dall’Unione Europea chiudendo la porta, secondo alcuni analisti, alla possibilità di un rialzo dei tassi a breve termine.


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