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Analisi dei mercati valutari

nov 04, 2016 | Analisi del mercato valutario

Pillole giornaliere

USD

Ultimo giorno della settimana che promette alta volatilità con i vari eventi/pubblicazioni dati del giorno: principe il solito NFP (variazione salari non agricoli) di inizio mese ma questa volta sembra essere particolarmente speciale poichè il mercato attende le prossime mosse di dicembre della FED e si interroga sulla politica monetaria dell’anno prossimo. Il contesto rende dunque il report NFP vitale per confermare lo stato di salute dell’economia US e permettere il rialzo dei tassi nel mese di dicembre. Qualora le attese fossero disattese le incertezze porterebbero ad un indebolimento del biglietto verde.

GBP

Sterlina che prende fiato e ritorna in area 0,89 dopo la riunione della Banca centrale di ieri nella quale la BOE assume una posizione neutrale e avverte che comunque non esiterà a intervenire - in entrambe le direzioni – in base alla situazione economica (taglio dei tassi in presenza di deflazione / rialzo se inflazione pericolosamente alta). La sterlina ha reagito positivamente a questo cambiamento di strategia della Banca d'Inghilterra, e la coppia EUR / GBP ha rotto la barriera £ 0.89. La sterlina ha registrato un rimbalzo del 1,7% contro l'euro, performance favorita anche dalla decisione del tribunale di invalidare il programma del governo di Theresa May nell'attivazione articolo 50 del trattato di Lisbona: una giuria di tre giudici ha votato contro la possibilità per il governo di Theresa May per innescare il processo di uscita del Regno Unito dall’UE senza l’approvazione del Parlamento Britannico.

JPY

La BOJ mantiene i tassi invariati allo 0,1%. Rinviato l’obiettivo di inflazione al target 2% per il 2019. Possibile volatilità odierna su EURJPY dovuta al report sui NFP.

AUD

Rilasciato ieri notte il verbale della riunione della RBA con il quale sono state riviste in positivo le previsioni di crescita per il 2017 con il GDP da 2,5% a 3,5% e per il 2018 dal 3% al 4%. Previsioni di crescita anche per l’inflazione al 2% per fine 2018. I dati rafforzano il dollaro australiano che contro euro si stabilizza a 1,44.


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