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Analisi dei mercati valutari

ott 10, 2016 | Analisi del mercato valutario

Pillole giornaliere

Con un inizio di settimana cauto per la chiusura di vari mercati per festività, Columbus Day negli Stati Uniti e Giappone e Canada chiusi anch’essi per festività, gli operatori si sono tutti concentrati sul dibattito elettorale in USA, con il peso messicano che ha testato il record in quasi un mese nei confronti del dollaro, a conferma di come i mercati, dopo il secondo dibattito televisivo presidenziale che si è svolto stanotte, stiano continuando a scommettere su una vittoria di Hillary Clinton su Donald Trump. C’è da dire che, dopo il video scandalo che contiene diverse frasi sessiste pronunciate dal candidato repubblicano, Trump è riuscito comunque a difendersi piuttosto bene nel faccia a faccia contro Hillary. Durante le contrattazioni asiatiche, il dollaro ha ceduto -2% circa a 18,9007 peso. Diversi analisti hanno fatto notare che stavolta non si può parlare di una netta vittoria per nessuno dei due candidati.
Mercati asiatici contrastati, la borsa di Tokyo è rimasta chiusa per festività. Il Kospi di Seoul ha chiuso in rialzo dello 0,11%. Sidney +0,15%. Hong Kong anche chiusa per festività, mentre Shanghai e le altre borse cinesi hanno messo a segno un trend positivo, dopo la chiusura dovuta alle festività del Golden Week.

USD

Le indiscrezioni sulla Bce e le aspettative sui tassi statunitensi hanno rafforzato il biglietto verde con il cross Eur/Usd che recupera sulla moneta unica scendendo sotto il livello di 1.12.
Nonostante i dati leggermente deludenti sul mercato del lavoro, i dati ne confermano l’andamento positivo. Gli Stati Uniti hanno creato 156 mila posti di lavoro a settembre, deludendo leggermente le attese. Le stime erano in media per un incremento di 172 mila posti (stando alle previsioni raccolte Bloomberg e Marketwatch). Gli economisti interpellati da Reuters puntavano su una variazione positiva di 176 mila unità. Il tasso di disoccupazione si è attestato al 5% in aumento dal 4,9%, principalmente perché 440 mila persone sono entrate nel mercato del lavoro.salari continuano a crescere gradualmente: per ogni ora lavorata sono aumentati dello 0,2% a 25,79 dollari il mese scorso. Su base annuale l’incremento delle retribuzioni orarie è del 2,6%. In agosto e luglio sono stati creati 7mila posti di lavoro meno di quanto riportato in precedenza: 267mila in agosto (contro i 151 mila annunciati) e 252 mila (e non 275 mila).
Alla luce dei numeri riportati, che hanno sia lati positivi sia negativi, la Federal Reserve non dovrebbe cambiare la sua opinione e i mercati scontano una stretta monetaria entro fine anno una sola volta i tassi di interesse, probabilmente a dicembre. Sarebbe la seconda dopo la prima storica di dicembre 2015.

GBP

La settimana è stata caratterizzata dalla rinnovata debolezza della sterlina sulle indicazioni del Primo ministro May che ha annunciato l’inizio delle procedure di uscita del Regno Unito entro marzo 2017. La divisa inglese ha perso terreno contro tutte le principali valute ed è stata protagonista anche di un flash crash (vedi report di venerdì 7 ottobre) nella giornata di venerdì sui mercati asiatici dove è arrivata a perdere anche il 6,0%. Il cross Usd/Gbp segna i minimi da oltre 30 anni sotto quota 1,24, mentre il cross Eur/Gbp viaggia in area 0.90 con massimi che hanno raggiunto anche i 0.9450 durante la sessione asiatica di venerdì scorso.

CNY

Sul valutario, la banca centrale della Cina, People’s Bank of China, ha fissato lo yuan a quota 6,7008 contro il dollaro. Lo yuan aveva chiuso a quota 6,6745 il 30 settembre scorso, ultimo giorno di contrattazioni prima della pausa per festività per l'anniversario della fondazione della Repubblica Popolare Cinese (Golden week). La valuta cinese può oscillare con un margine giornaliero del 2% attorno a questo valore, che è il minimo dal settembre 2010. Per gli analisti, il deprezzamento della valuta cinese era prevedibile, soprattutto dopo l'inclusione del renminbi nel paniere dei diritti Speciali di Prelievo del Fondo Monetario Internazionale, effettivo a partire dalla inizio di ottobre. Nel corso della seduta, lo yuan si è deprezzato fino a quota 6,7051 sul dollaro, al tasso di cambio più basso da settembre 2010, prima di riprendersi e risalire a quota 6,7020. La banca centrale aveva annunciato venerdì scorso un nuovo calo di 19 miliardi di dollari nelle riserve in valuta estera a settembre, oggi a quota 3166 miliardi di dollari, dopo il calo record di agosto per sostenere la valuta cinese, quando le riserve in valuta estera erano scese ai minimi dal 2011.


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