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lug 01, 2020 | Risk Management

Weekly Market Outlook | 29 - 03 luglio 2020

Il nostro report settimanale di luglio descrive tutti gli eventi e i fattori chiave che potrebbero influenzare le principali valute durante questa settimana.

a cura di: Isabella Merrina, IT Senior Corporate Hedging Manager e  Valentino Chiappi, IT Corporate Hedging Manager 

30 Giugno 2020

  

Cosa è successo nell'ultima settimana di giugno

  • I dati PMI europei portano ottimismo e fanno sperare in una ripresa ‘V-shaped’
  • FMI abbassa le aspettative di crescita a livello globale
  • Continuano i dialoghi sul Brexit ma senza un accordo in vista

I dati PMI europei portano ottimismo e fanno sperare in una ripresa ‘V-shaped’

I dati PMI europei, pubblicati la settimana scorsa, migliori delle attese hanno portato una ventata di ottimismo sul mercato.

Essendo dati di sentiment, ovvero anticipatori della congiuntura economica, la loro positività fa sperare in una ripresa economica “V-shaped”, ovvero più repentina.

Non tutti i paesi hanno visto letture superiori al 50, valore che fa da spartiacque tra espansione e contrazione economica, ma il dato è comunque risultato migliore di quelle che erano le aspettative degli operatori.

Due sono le considerazioni che possono essere fatte dall’analisi di questi dati. In primis, stiamo assistendo ad una stabilizzazione dell’economia del vecchio continente dopo la battuta di arresto dovuta ai lockdown. In secondo luogo, possiamo notare come la ripresa non sia omogenea nei diversi paesi a causa del differente impatto del virus; in Germania ad esempio, dove si sono verificati nuovi focolai la lettura degli indici PMI è stata peggiore rispetto alla Francia.

FMI abbassa le aspettative di crescita a livello globale

La scorsa settimana abbiamo assistito ad una nuova ondata di risk off sui mercati, a seguito delle revisioni al ribasso delle stime di crescita economica a livello globale da parte del FMI e dell’incremento dei casi positivi al COVID-19 negli Stati Uniti.

In particolare le previsioni del Fondo Monetario Internazionale sono passate, per l’anno in corso, a una contrazione del 4,9% rispetto al 3% di metà aprile, mentre per il 2021 le previsioni di crescita sono passate dal 5,8 al 5,4%. Le ragioni sono da ricercasi, sempre secondo il Fondo Monetario Internazionale, in una maggior contrazione dei consumi a fronte dei lockdown messi in atto per contenere il virus, e nel nuovo aumento dei contagi in alcune delle economie sviluppate, mentre per quanto riguarda il minor recupero del 2021, il fondo individua come cause il persistere del distanziamento sociale, le incertezze generate dal virus riguardo l’occupazione e le prospettive economiche e l’aumento delle disuguaglianze sociali.

Nonostante questo le revisioni al ribasso del FMI sono state comunque più ottimistiche rispetto a quelle dell’ OECD (Organization for Economic Co-operation and Development) e dalla World Bank che hanno ipotizzato rispettivamente una contrazione a livello mondiale del 6 e del 5,2%. 

Continuano i dialoghi sul Brexit ma senza un accordo in vista  

Questa settimana sono in previsione i colloqui sul Brexit a Bruxelles con l’obiettivo di trovare un accordo su alcuni dei temi aperti. Il capo negoziatore per l’Unione Europea sul Brexit Michel Barnier ha però dichiarato che "il vero momento della verità arriverà ad ottobre”, facendo comprendere che, sebbene in estate potranno esserci passi avanti, l’accordo non e’ ancora a portata di mano. La distanza tra il Regno Unito e l’Unione su alcuni punti rimane ancora ampia e le due parti non sembrano mostrare segnali di avvicinamento. Il Governo britannico ha gia’ piu’ volte dichiarato che non accettera’ le richieste dell’Unione di aderire a condizionni di parita’ con la stessa sul piano sociale, ambientale e lavorativo.

Questa settimana risulta essere importante anche perche’ scadra’ il termine per prolungare il periodo di transizione oltre il 31 dicembre di questo anno, ipotesi al momento scartata dal Regno Unito.

Sara’ molto probabile che, come ha suggerito Barnier un accordo preliminare in autunno sia possibile, ma il rischio che non ci sia un accordo commerciale il primo gennaio 2021 e’ ancora alto.

L’impatto sul cambio e’ evidente con la sterlina che si svaluta contro EUR in area 0,91 e il Cable (GBPUSD) che continua la sua fase ribassista a giugno raggiungendo area 1,23.

I principali temi di questa settimana

L’appetito al rischio nelle scorse settimane e’ stato oscurato dall’aumento dei nuovi contagi, soprattutto in America (principalmente Texas e Florida), elemento che continuera’ ad essere uno dei principai driver del momento.

Gli investitori si concentreranno poi sui dati americani che riguarderanno occupazione,  fiducia dei consumatori e produzione manifatturiera al fine di comprendere se veramente stiamo assistendo ad una ripresa della prima locomotiva economica mondiale. In particolare per i Non Farm Payroll ci si aspetta un rimbalzo dei nuovi occupati nonostante siano ancora sostenute le domande dei richiedenti sussidi.

Sempre lato US attenzione alle Minutes del FOMC della FED che potrebbero segnalare se i membri del comitato stiano discutendo del controllo della curva dei rendimenti e/o di qualche cambiamento nelle guidance della FED.

  • Fiducia dei consumatori americani di giugno – 30 giugno –

  • Dati PMI cinesi di giugno – 30 giugno –

  • PIL del Regno Unito del Q1 – 30 giugno –

  • Inflazione Europea di giugno – 30 giugno –

  • Dati PMI Tedeschi di giugno – 1 luglio –

  • Dati PMI del Regno Unito di giugno – 1 luglio –

  • Dati occupazionali americani ADP – 1 luglio –

  • Indice ISM Manufactoring PMI americano per giugno – 1 luglio –

  • Minutes del FOMC della FED – 1 luglio –

  • Richieste di sussidio americane – 2 luglio –

  • NFP americani di giugno – 2 luglio –

  • Tasso di disoccupazione americano di giugno – 2 luglio –

Analisi: EURUSD

Il cambio EURUSD rimane sotto pressione in area 1,1200 dopo il ritracciamento da area 1,1350 della scorsa settimana a fronte di un’altalenante propensione al rischio.

Il mercato sta monitorando gli sviluppi sui contagi soprattutto negli Stati Uniti, Germania e Australia assieme ai dati incoraggianti recentemente pubblicati  a fronte del ritorno ad una “nuova normalita’” dell’attivita’ economica.

In particolare nel breve periodo, soprattutto per la divisa unica, il driver principale rimangono le riaperture del vecchio continente che potrebbero portare con se un recupero dei fondamentali dopo gli enormi stimoli messi in campo da BCE, Germania e Commissione Europea.

Il biglietto verde in questo contesto gioca ancora il ruolo di safe haven, recuperando forza quando predomina l’avversione al rischio, portata da nuovi contagi e da dati economici deludenti e alleggerendosi in fasi di propensione al rischio.

A livello tecnico il cambio ha come prima resistenza il livello di 1,1350 (massimo del 23 giugno) e successivamente 1,1420 (massimo del 10 giugno). Sul downside incontriamo un primo supporto in area 1,1170 (minimo del 19 giugno), dopodichè abbiamo 1,1150 (massimo del 27 marzo) e 1,1030 (media mobile a 200 giorni).

Fonte: Reuters Refinitiv



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