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mag 19, 2020 | Risk Management

Weekly Market Outlook | 18 - 22 Maggio 2020

Il nostro report settimanale di maggio descrive tutti gli eventi e i fattori chiave che potrebbero influenzare le principali valute durante questa settimana.

a cura di: Isabella Merrina, IT Senior Corporate Hedging Manager e Valentino Chiappi, IT Corporate Hedging Manager 

18 Maggio 2020

  

Cosa è successo nella seconda settimana di maggio

  • Arabia Saudita intensifica il taglio della produzione di petrolio
  • Segnali di distensione tra Cina e Stati Uniti?
  • Inflazione negli Stati Uniti si contrae piu’ del previsto; continua l’emorragia del mercatodel lavoro; le vendite al dettaglio crollano
  • La produzione industriale cinese torna a crescere
  • PIL Q1 del Regno Unito sopra le aspettative
  • EURNOK sotto la soglia psicologica di 11,000

Arabia Saudita intensifica il taglio della produzione di petrolio

L’Arabia Saudita intensificherà volontariamene il taglio della produzione di petrolio da giugno a fronte dei bassi prezzi che stanno causando pesanti perdite nei bilanci sauditi, ma non solo. La domanda globale di petrolio rimane debole a causa dei lockdowns messi in atto per contrastare il coronavirus. In particolare l’annuncio fatto nella giornata dell’11 maggio prevede un ulteriore taglio di 1 milione di barili giornalieri (quasi 1% dell’offerta globale) in aggiunta ai tagli precedenti.

Secondo il ministero dell'energia saudita i nuovi tagli porterebbero la diminuzione di offerta ad un totale di circa 4,8 milioni di barili a giugno rispetto ad aprile. La produzione dovrebbe quindi essere pari a 7,492 milioni di barili al giorno; livello più basso in quasi due decenni.

Il taglio avviene dopo le pressioni di Trump sull'Arabia Saudita, gli altri membri dell'OPEC e la Russia, volte a ridurre la produzione di petrolio, dopo che il crollo dei prezzi del greggio ha messo in crisi i produttori statunitensi.

I prezzi del petrolio sono aumentati subito dopo gli annunci, con i benchmark Brent Oil (LCOc1) e WTI (CLc1) di riferimento che hanno recuperato le perdite precedenti per scambiare rispettivamente a $ 31 al barile e $ 25,40 al barile.

Segnali di distensione tra Cina e Stati Uniti?

La Cina ha annunciato lo scorso martedi’ un nuovo elenco di 79 prodotti statunitensi che potranno beneficiare dell’esenzioni tariffarie, si tratta di tariffe fissate al culmine della guerra commerciale tra le due superpotenze; tale annuncio ha portato ad un allentamento delle tensioni che si erano create nei giorni precedenti a fronte delle accuse volte alla Cina da parte di Trump sulla gestione poco trasparente del COVID-19.

Il ministero delle finanze cinese ha dichiarato in una nota che le nuove esenzioni entreranno in vigore il 19 maggio e scadranno il 18 maggio 2021. L'elenco più recente di esenzioni tariffarie sui prodotti includono minerali e metalli delle terre rare, minerali di oro, minerali di argento e concentrati, il ministero non ha però rivelato il valore delle importazioni dei prodotti. Pechino, a febbraio, ha dichiarato che avrebbe concesso esenzioni per 696 merci statunitensi, compresi prodotti chiave come soia e carne di maiale, sulla base delle richieste delle aziende. In base all'accordo, la Cina ha accettato di aumentare i suoi acquisti di beni statunitensi, rispetto ad un valore di base del 2017, di $ 200 miliardi in due anni, $ 77 miliardi circa nel primo anno e $ 123 nel secondo anno.

“Il raggiungimento di un accordo commerciale di Fase 1 tra Cina e Stati Uniti avvantaggiano la Cina, avvantaggiano gli Stati Uniti e il mondo intero", ha detto Zhao Lijian, portavoce del ministero degli Esteri, durante un regolare briefing con i media a Pechino.

Nonostante questo Trump continua a mettere pressioni alla Cina dichiarando lo scorso mercoledi’ che l’impatto del Coronavirus e’ molto superiore all’accordo commerciale raggiunto con la Cina. In particolare nel suo Tweet dice che “100 Trade Deals wouldn’t make up the difference - and all those innocent lives lost!”. Inoltre Trump ha dichiarato che l'era della globalizzazione è finita e che vorrebbe riportare le filiere produttive dalla Cina all’ America.

Inflazione negli Stati Uniti si contrae piu’ del previsto; continua l’emorragia del mercato del lavoro; le vendite al dettaglio crollano

I dati economici pubblicati la settimana scorsa, relativi al mese di aprile, mostrano come il paese si stia apprestando ad affrontare una delle più grandi contrazioni dalla Grande Depressione.

L'inflazione, misurata dall'indice dei prezzi al consumo (CPI), nel mese di aprile è scesa allo 0,3% su base annua rispetto all'1,5% di marzo. Il dato CPI Core, che esclude i prezzi volatili degli alimenti e dell'energia, è sceso all'1,4%, deludendo le aspettative del mercato che si attendeva un dato all’1,7%. Su base mensile i dati CPI e CPI Core si attestano rispettivamente a -0,8% e -0,4%.

La richiesta di nuovi sussidi di disoccupazione  per la settimana del 9 maggio ha raggiungo quota 2.981 milioni. Anche se il dato mostra un andamento decrescente nelle ultime 6 settimane, rimane comunque elevato e sottolinea la fase recessiva che l’economia americana sta attraversando. Il dato si aggiunge ai 20.5 milioni di lavoratori che hanno perso il lavoro in aprile (piu’ elevata perdita di posti di lavoro dopo la Grande Depressione).

Le vendite al dettaglio hanno segnato un calo del 16.4%, il peggior dato da quando il governo ha iniziato a tener traccia della seria storica nel 1992. Il dato ha solo parzialmente sorpreso il mercato, che si  attendeva una contrazione del 12%, la vera incertezza è sui prossimi mesi, ora che l’allentamento del lockdown è iniziato, sarà difficile stimare come si muoveranno le vendite al dettaglio, in termini qualitativi e quantitativi.

TABLE - U.S. Labor Department jobless claims data


Fonte: Refinitiv

La produzione industriale cinese torna a crescere

 La produzione industriale cinese ad aprile ha segnato la prima crescita da inizio anno, segnando un più 3.9% rispetto all’anno precedente, e superando le stime di Reuters che si attendevano un +1,5%.

Dopo mesi di lockdown, la riapertura degli impianti produttivi in aprile ha portato la produzione a salire nuovamente, ma il problema principale resta sul lato della domanda.

Le vendite al dettaglio sono calate del 7.5%, le importazioni del 14.2%, quest’ultima contrazione è dovuta a diversi fattori: alla diminuzione della domanda interna, al calo dei prezzi delle materie prime e ad uno shock della “supply chain” scatenato dalla chiusura dei paesi da cui la Cina importava. La cancellazione o riduzione di ordini dall’estero hanno indebolito la domanda industriale con un calo dei prezzi alla produzione del 3.1 %.

PIL Q1 del Regno Unito sopra le aspettative

La lettura preliminare del PIL britannico del primo trimestre 2020 è stata del -2,0% QoQ rispetto al -2,5% previsto, mentre su base annuale la cifra si è attestata al -1,6% contro un atteso a -2,1%.

Il dato mostra che la contrazione del PIL del Regno Unito a marzo è stata del -5,8%,  contro un previsto -8,0% e uno -0,2% precedente.

I primi commenti del cancelliere Rishi Suntak e del Ministro dei trasporti Grant Shapps mostrano la consapevolezza di come questi dati mostrino solo un impatto parziale delle conseguenze del lockdown, introdotto il 23 marzo, gli effetti reali si vedranno nei dati del prossimo trimestre.

Anche la BoE e’ della stessa opinione, la scorsa settimana ha infatti dichiarato che la contrazione dell'economia nel periodo aprile-giugno potrebbe avvicinarsi al 25%, il più grande declino annuale in oltre tre secoli. A fronte di tale declino nella giornata festiva del 17 maggio il capo economista della BoE Andrew Haldane ha dichiarato al Telegraph che l’istituto centrale del Regno Unito sta esaminando politiche monetarie non convenzionali tra cui i tassi negativi, alimentando il dibattito a riguardo.

Il cable (GBPUSD) recupera sopra area 1,23 mentre contro EUR la Sterlina si rafforza in area 0,88 da 0,8850.

EURNOK sotto la soglia psicologica di 11,000

Il Cambio EURNOK riesce a rompere il supporto psicologico di 11,0000, per la prima volta in due mesi, dimostrando che la domanda per la corona norvegese non e’ satura. A livello tecnico i prossimi target psicologici sono 10,7000 e a seguire 10,5400. La dimostrazione del rafforzamento del NOK puo’ essere percepita  anche dal cambio di riferimento sulle divise scandinave NOKSEK che mostra un lento ma graduale recupero verso la parita’. A meno che non ci sia un forte recupero della corona svedese o i prezzi del petrolio tornino sotto area $ 25 / bbl e’ probabile che il rafforzamento della divisa norvegese prosegua.

Fonte: Refinitiv

I principali temi di questa settimana

  • Dati occupazionali del Regno Unito – 19 maggio
  • Minutes della FED - 20 maggio
  • Dati PMI di maggio per il Regno Unito – 21 maggio
  • Vendite al dettaglio di aprile del Regno Unito – 22 maggio
  • Dati PMI di maggio di Germania e Francia – 22 maggio

Dati occupazionali del Regno Unito – 19 maggio

Nonostante l’ultima lettura della disoccupazione per il mese di febbraio abbia fatto registrare solo un leggero aumento (dal 3.8% al 4%) ci si aspetta un peggioramento nei prossimi mesi a fronte del fatto che il lockdown sia iniziato solo a fine marzo. Inoltre, tenendo conto del fatto che circa 6 milioni di lavoratori sono stati licenziati e che nelle ultime settimane ci sono state circa 1 milione di domande di credito, si può supporre che le richieste di sussidio di aprile mostrino un’impennata rispetto all’ aumento di soli 12.2k visto a marzo.

Minutes della FED - 20 maggio

L'ultimo incontro della Fed ha visto il presidente Jerome Powell impegnarsi a preparare nuove linee di credito per aiutare l'economia a superare la crisi e evitare qualsiasi shock deflazionistico e a mantenere i tassi bassi fino a quando l'economia non torni a crescere. I verbali di questa settimana dovrebbero darci una visione più approfondita delle discussioni che si sono tenute in merito all'avvio dei vari programmi di supporto, compreso il programma di acquisto di obbligazioni societarie appena lanciato.

Dati PMI di maggio per il Regno Unito – 21 maggio

I dati PMI che mostrano il sentiment economico nell’ambito manifatturiero e dei servizi e fungono da anticipatori della ripresa hanno toccano i minimi storici ad aprile. Mentre alcune aziende nel Regno Unito iniziano a riavviare le loro produzioni con varie regole per garantire il distanziamento sociale, potremmo vedere l'attività dei servizi iniziare a rimbalzare dai minimi record di 13,4 del mese scorso a livelli al di sopra di 20. Si prevede che il settore manifatturiero rimarrà più resiliente con un leggero aumento dai 32,6 di aprile a 35.

Vendite al dettaglio di aprile del Regno Unito – 22 maggio

Le vendite al dettaglio (con la componente energetica) hanno mostrato a marzo un vero shock della domanda, scendendo a un minimo record del 5,1% nonostante il lockdown sia arrivato a fine del mese. Si prevede che il numero di aprile di questa settimana sarà anche peggiore con attese di un -15%.

Dati PMI di maggio di Germania e Francia – 22 maggio

Dopo i pessimi dati PMI di Francia e Germania di aprile ci si aspetta solamente un modesto miglioramento poiche’ stiamo assistendo solo ad un modesto allentamento di alcune delle misure di blocco.

Analisi EURUSD

Il cambio principe dopo un rimbalzo in area 1,09 ritraccia nell’area sottostante a 1,08. Il movimento e’ stato guidato principalmente dal sentiment del mercato per il biglietto verde. Infatti il dibattito sui tassi negativi da parte della FED e i dati PPI (Producer Price Index) usciti inferiori alle aspettative hanno inizialmente portato gli operatori a prendere posizioni corte USD. Le posizioni sono state subito chiuse dopo che il Presidente FED Jerome Powell ha rigettato l’idea di utilizzare tassi negativi nella politica monetaria dell’istituto centrale americano. Il Presidente FED Powell ha anche sottolineato l’incertezza dell’economia ed i rischi di ulteriori peggioramenti a fronte del COVID-19. Questo ha fatto recuperare il dollaro riportando il cambio sotto area 1,0800.

Ad aiutare il movimento ribassista dell’EURUSD è stata anche l’ulteriore ricerca di safe heaven, quali il biglietto verde, a fronte dei dati sul lavoro americani usciti nel pomeriggio di giovedi’ che continuano a mostrare un sempre maggior numero di cittadini americani (compresi i colletti bianchi) che fanno richiesta di sussidi.

A livello tecnico il primo supporto si trova in area 1,0780 e successivamente a 1,07. Al rialzo invece il cambio incontra la prima resistenza a 1,0840 la cui rottura aprirebbe le porte a 1,09.



Fonte: Reuters Refinitiv Datastream

Analisi: Fed Funds Future scontano tassi negativi dal prossimo aprile. 

I fondi federali, spesso chiamati Fed Funds, sono riserve in eccesso che le banche commerciali e altri istituti finanziari depositano presso le banche regionali della Federal Reserve ricevendo in cambio un interesse minimo.

Il mercato dei futures dei Federal Funds sta scontando tassi di interesse negativi il prossimo anno, scenario che la Federal Reserve ha affermato di voler evitare, considerando i tassi negativi di dubbia utilità per stimolare la crescita.

Tassi di interesse inferiori allo zero penalizzerebbero le banche che depositano la liquidità in eccesso presso la banca centrale. La speranza è quella di incoraggiare i prestiti, che a loro volta incentiverebbero gli investimenti delle imprese, la spesa dei consumatori e di conseguenza l’economia.

La banca centrale degli Stati Uniti ha ridotto il tasso sui Fed Funds a quasi zero a marzo e ha lanciato numerosi programmi volti ad aumentare la liquidità e a stabilizzare i mercati finanziari, al fine di sostenere l’economia degli Stati Uniti fortemente impattata dal COVID-19.

Durante la prima settimana di maggio, il mercato dei futures sui Fed Funds ha quotato un prezzo negativo di circa mezzo punto base sulla scadenza di aprile 2021 (vedi tabella sotto).

Non necessariamente i future indicano le aspettative del mercato, a volte sono guidati da fattori tecnici che non riflettono il tasso effettivo fissato dalla Fed (attualmente a 0%-0,25%). Infatti la Fed prova a gestire i tassi usando la sua politica monetaria ma domanda e offerta modificano i tassi facendoli arrivare anche in territorio negativo.

Fissare tassi negativi, come detto sopra, da un lato fa si che le banche  paghino per depositare le riserve in eccesso, incoraggiandole e stimolandole a prestare denaro all’economia reale, e dall’altro rende più conveniente prendere a prestito il denaro. La BCE e la Bank of Japan hanno introdotto tassi negativi rispettivamente nel 2014 e nel 2016.

Il maggior beneficiario di una politica di tassi negativi sarebbe il Governo Americano che finanzia il deficit tramite il debito pubblico - l'Ufficio del bilancio americano ha dichiarato che si aspetta per aprile un deficit federale degli Stati Uniti a quasi a $ 3.700 miliardi di dollari. Un ulteriore beneficio di tassi negativi per gli Stati Uniti potrebbe inoltre arrivare dalla probabile svalutazione della valuta del paese, elemento che renderebbe le esportazioni piu’ competitive.

Occorre altresì tenere in considerazione gli impatti negativi di una tale politica; tassi negativi comprimono i margini delle banche, che nel lungo periodo potrebbero essere disincentivate a concedere prestiti, impattando negativamente sui consumatori, sulle imprese e di conseguenza sull’economia; indirizzano i risparmiatori su asset più rischiosi alla ricerca di rendimento; spingono al rialzo i prezzi del mercato immobiliare.

Le speculazioni sulla possibilita’ che la FED possa utilizzare i tassi negativi nella sua politica monetaria si sono sgonfiate quando il Presidente della FED Jerome Powell mercoledi’ scorso ha rigettato l’idea di tassi negativi facendo rientrare gli acquisti sul biglietto verde (percepito come safe heaven) e affossato le borse. 

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