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giu 09, 2020 | Risk Management

Weekly Market Outlook | 08 - 12 Giugno 2020

Il nostro report settimanale di giugno descrive tutti gli eventi e i fattori chiave che potrebbero influenzare le principali valute durante questa settimana.

a cura di: Isabella Merrina, IT Senior Corporate Hedging Manager e Valentino Chiappi, IT Corporate Hedging Manager 

09 Giugno 2020

  

Cosa è successo nella prima settimana di giugno

  • BCE aumenta il programma  PEPP di 600 miliardi di EUR
  • La propensione al rischio aumenta a discapito della safe haven currencies
  • I dati occupazionali americani risultano migliori delle aspettative: lenta conclusione della contrazione economica o inizio della ripartenza?

BCE aumenta il programma  PEPP di 600 miliardi di EUR

All’incontro mensile di politica monetaria tenutosi il 4 giugno, la BCE lascia i tassi di interesse invariati sulle principali operazioni di rifinanziamento, sui prestiti marginali e sui depositi, rispettivamente allo 0,00%, 0,25% e -0,50% come previsto.

La novità arriva dall’incremento di 600 miliardi di euro del Pandemic Emergency Purchase Programme (PEPP), che complessivamente raggiunge quota 1.350 miliardi di euro. L'orizzonte per gli acquisti nell'ambito del PEPP sarà esteso almeno fino alla fine di giugno 2021 e in ogni caso fino a quando l’Istituto centrale non giudicherà che la fase di crisi del coronavirus sia terminata. Inoltre la BCE garantirà liquidità al mercato fino alla fine del 2022 reinvestendo le varie scadenze.

I mercati azionari mondiali, che scambiavano sulla parita’ prima della decisione, sono rimbalzati dopo la notizia. Il cambio principe è salito  fino area 1,1370,  aiutato anche dall’ottimismo legato ad una possibile ripresa dell’economia post COVID-19 che ha intaccato la forza del biglietto verde come bene rifugio, insieme alle proteste esplose negli Stati Uniti dopo  la morte di un uomo afroamericano mentre era in custodia alla polizia.

Il rendimento sui titoli di Stato italiani  ha perso 15 punti base all'1,40%, livello più basso da fine marzo (vedi grafico).

Fonte: Refinitiv

La propensione al rischio aumenta a discapito delle safe haven currencies

La propensione al rischio, a fronte delle aspettative positive del mercato per le riaperture delle varie economie del vecchio continente assieme alla mossa della BCE di aumentare il programma PEPP, spinge al rialzo i mercati globali e crea uno scarico di posizioni sulle divise rifugio sul mercato FX.

Lo Yen, divisa rifugio per eccellenza, si e’ svalutato di circa il 9% contro la divisa unica tra i mesi di maggio e giugno raggiungendo i massimi annuali in area 124,00.

Stessa sorte e’ toccata al franco svizzero che da inizio maggio ha perso più del 3% contro EUR raggiungendo i massimi annuali sopra area 1,0850.

Lo stesso dollaro americano, particolarmente utilizzato come safe haven in questo periodo di COVID-19, ha perso terreno. Il dollar index (DXY) che misura la richiesta per il buck contro un paniere di divise e’ stornato sotto quota 100 in area 96,8.

Il mercato sta cercando di anticipare il ritorno ad una (nuova) normalità, ma solamente i dati economici che usciranno nei mesi prossimi potranno confermare quello che il mercato sta solo scontando.

Fonte: Refinitiv

I dati occupazionali americani risultano migliori delle aspettative: lenta conclusione della contrazione economica o inizio della ripartenza?

Nel primo pomeriggio di venerdì scorso sono stati pubblicati i dati occupazionali americani che sono risultati migliori delle aspettative: in particolare i posti di lavoro del settore non agricolo per il periodo di maggio (NFP) hanno segnato un incremento di 2,509,000 nuovi occupati, rispetto ad aspettative di una contrazione di circa 8,000,000, e dopo il dato di aprile che aveva visto una contrazione di 20,687,000; il tasso di disoccupazione e’ sceso a 13,3% dal precedente 14,7%.

I dati migliori delle aspettative potrebbero favorire un recupero del biglietto verde, diminuiscono infatti le probabilità di una ulteriore mossa espansiva da parte della FED al meeting di mercoledì e potrebbero spingere il Governo americano ad immettere minor liquidità sui mercati,  i Democratici vorrebbero aggiungere circa 3,000 miliardi di dollari di aiuti mentre i Repubblicani soltanto 1,000 miliardi.

Ora gli occhi saranno puntati alla pubblicazione dei prossimi dati americani, per capire se è iniziata una  inversione di tendenza dell’andamento dell’economia americana.

I principali temi di questa settimana

  • Meeting OPEC – 9 giugno 
  • PIL europeo del Q1 – 9 giugno 
  • Meeting di Politica monetaria della FED – 10 giugno 
  • Produzione industriale e PIL di aprile del Regno Unito – 12 giugno 

Meeting OPEC – 9 giugno 

È probabile che l'incontro di questa settimana determinerà per quanto tempo dureranno i tagli alla produzione concordati con il consenso di Russia e Arabia Saudita. C'è un crescente fastidio per il continuo disallineamento da parte dei paesi più piccoli che potrebbe portare ad un fallimento di un accordo di estensione del taglio della produzione. La mancata approvazione di una proroga potrebbe far retrocedere i prezzi del petrolio.

PIL europeo del Q1 – 9 giugno 

L'ultima revisione del PIL del primo trimestre dell'UE ha mostrato una contrazione del 3,8%. Questa revisione finale non dovrebbe essere significativamente diversa dalla precedente anche se abbiamo assistito a contrazioni superiori al 5% in Francia Italia e Spagna.

Meeting di Politica monetaria della FED – 10 giugno 

Non si prevede che l'ultima riunione della Fed offrirà sorprese in termini di politica dei tassi di interesse. Ci sono state molte speculazioni sulla prospettiva che gli Stati Uniti potessero adottare tassi negativi.

Il presidente della Fed Powell ha suggerito invece che la banca centrale controlli la curva dei rendimenti piuttosto che adottare tassi negativi; uno dei problemi principali nell'avere tassi bassi è una curva dei rendimenti piatta.

La salute del sistema bancario negli Stati Uniti è una delle molte aree che hanno preoccupato i funzionari della Fed soprattutto con una crisi economica prolungata, e ancora di più alla luce dei recenti disordini negli Stati Uniti.

Analisi: EURUSD

Il cambio sul finire della scorsa settimana ha raggiunto i massimi degli ultimi 3 mesi in area 1,1380 per poi stornare subito dopo.

Il movimento è stato innescato dalla notizia, emersa durante il meeting dell BCE, dell’incremento del programma PEPP di 600 miliardi di euro e dalla sua estensione fino a giugno 2021.

Ad aiutare il movimento al rialzo è stata anche l’aumentata propensione al rischio causata dalle riaperture dopo il lockdown di ulteriore economie mondiali che fanno sperare in un ritorno ad una nuova normalità.

Il movimento si e’ poi interrotto ed il cambio è tornato poco sotto 1,1300, dopo la pubblicazione dei dati occupazionali americani, nel primo pomeriggio di venerdì scorso, che hanno fatto registrare un incremento degli occupati di 2,509,000 a maggio dato decisamente migliore delle attese, che erano per una contrazione di circa 8,000,000.

A livello tecnico possiamo individuare una prima resistenza in area 1,1390 (massimo di giugno 2019) e successivamente 1,1420. Nella parte inferiore i primi supporti sono in area 1,1180 e 1,1015 (media mobile a 200 giorni).

Fonte: Refinitiv



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