Temi globali

Ieri la Bank of Canada ha mantenuto i tassi invariati all'1,75%, lasciando però intendere che "a lungo termine" ulteriori rialzi sarebbero necessari. La Banca ha inoltre rivisto al ribasso le sue previsioni di crescita per il 2019. Con il calo delle tensioni commerciali con gli USA e dopo l’annuncio di misure a sostegno dell'economia da parte delle autorità cinesi, lo yuan sta accelerando e tornando ai massimi da agosto contro il dollaro USA.

USD

Per la prima volta dall’ottobre 2018, all’apertura del mercato americano di ieri, il cambio EURUSD ha rotto la barriera dell’1,15 consolidandosi su questi livelli nel corso della giornata. Tale rimbalzo è dovuto principalmente alle preoccupazioni sul dollaro, alimentate dal rallentamento della crescita globale, dalla situazione di stallo sul budget e da una FED che sembra ora più cauta sulla politica di rialzo dei tassi di interesse (decisioni monetarie meno automatiche e più reattive alle esigenze di mercato). Intanto l’agenzia di rating Fitch ha avvertito ieri le autorità degli Stati Uniti di un possibile rischio di abbassamento del rating del Paese con la perdita del suo status di AAA. Non meglio in Europa. Le scarse prestazioni del settore industriale tedesco osservate all'inizio della settimana e il rallentamento di dicembre dell'inflazione nell’EuroZona ci ricordano che le dinamiche economiche rimangono fragili e la prospettiva di un rialzo dei tassi in UE per il 2019 resta improbabile.

GBP

I movimenti dell’EURGBP hanno seguito il corso dell’EURUSD con una sterlina che nella giornata di ieri è salita sopra lo 0.90. I deputati britannici sono ancora impegnati sul dibattito relativo alla Brexit che dovrebbe concludersi con il voto di martedì 15 gennaio. Allo stato attuale, sembra improbabile che l'accordo venga ratificato dal Parlamento UK, sebbene si voglia evitare una rottura improvvvisa con uno scenario disastroso per tutte le parti coinvolte. Se da un lato il  governo promette una rapida risposta in caso di rifiuto del testo, dall’altra Theresa May nega la possibilità di un secondo referendum.

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